Arte e Cultura
Chiese
Premessa
Il forte rapporto che ha legato Lenola alla religione cristiana da sempre, fin dagli albori, ha dato vita alla costruzione di numerose chiese che costituiscono parte integrante del patrimonio storico e artistico della cittadina ausona. Esse, insieme a agli antichi insediamenti succedutisi nelle varie epoche (castelliere, castello medievale, castrum Ambrifi, reperti archeologici preromani e romani) sembrano raccontare, da soli, la storia di Lenola.
Numerose sono le chiese e gli oratori che, resistendo a tante avversità (bombardamenti della seconda guerra mondiale, logorio del tempo e, soprattutto, incuria), è possibile oggi ammirare nel Centro Storico, nei vari quartieri, nelle zone periferiche e nelle campagne.
In questo excursus, però, non possono mancare le chiese scomparse: sono ben undici, dai monasteri più sontuosi agli oratori più umili. Di alcune si è persa ogni traccia e il loro ricordo sopravvive solo nei più anziani e nella toponomastica locale (Chiese di San Nicola, San Santuccio e San Leonardo Confessore).
La descrizione di tutte le chiese e dei loro possedimenti, ad eccezione di quelle di San Bernardo, costruita nel 1956 nella contrada omonima, ci è pervenuta dalle relazioni delle “Visitae ad limina apostolorum Petri et Pauli” dei vescovi della diocesi di Fondi Giovan Battista Comparini (1599) e Giovanni Calcagnini (1768), diventate un obbligo canonico con il Concilio di Trento (1545-1563). Fu infatti papa Sisto V, con la bolla “Romanus Pontifex” del 20 dicembre 1585 a dettarne le modalità e la figura giuridica e a fissarne la cadenza ogni tre anni per i vescovi italiani, ogni quattro per quelli europei, ogni cinque per gli africani ed ogni dieci per l’Asia, le Americhe e il resto del mondo. Il 22 gennaio 1587 fu poi imposto di relazionare per iscritto agli otto cardinali preposti alla Sacra Congregazione del Concilio lo stato spirituale e materiale dei territori amministrati.
Il Valore delle "Visitae ad limina” non è solo religioso.
In secoli in cui la chiesa, anche quella locale, aveva uno strapotere sulle questioni temporali, le “Relationes” acquistano un’importanza fondamentale anche per la vita civile, economica e sociale di una collettività intercomunale qual era la diocesi. Sono vere e proprie documentazioni di notizie storiche, geografiche, archeologiche e perfino folkloristiche. Ne scaturisce così, oltre che un vero resoconto delle condizioni finanziarie delle parrocchie, delle confraternite e delle chiese, un ricco panorama di luoghi, ambienti e di persone.