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Itinerari escursionistico-culturali

(a cura di Mariano Izzi)

Monte Passignano

Dalla strada Statale 637 Lenola-Fondi si imbocca la strada che porta alla località Passignano (quota 350). Superate le ultime case della contrada, sulla sinistra inizia una pista carrabile. Si lascia la macchina e attraverso un sentiero pedonale si arriva alla cima del Monte Passignano (quota 519). Da qui si scopre la bellezza della piana di Fondi e di Monte San Biagio in tutta la sua interezza, il lago di Fondi con le sue sponde frastagliate, l'arenile da Sperlonga, il Pisco Montano di Terracina e, all'orizzonte, l'arcipelogo delle isole pontine.
Sul Monte Passignano ci sono i resti di un Castelliere.
I Castellieri erano insediamenti fortificati su alture, databili intorno al XII-X secolo avanti Cristo. Ebbero il loro sviluppo dall’età del bronzo all’età del ferro, nel proto-villanoviano (1) per poi scomparire quasi totalmente con la conquista e la dominazione romana.
Costruiti come poderose fortificazioni, erano posti in punti strategici: a guardia di valli, di cime montagnose, di passi e di percorsi naturali obbligati. Sorsero per la necessità di poter disporre di luoghi sicuri e facilmente difendibili, dove concentrare uomini, cose e animali in caso di attacco, scorrerie di gruppi di predoni o di popolazioni nemiche.
Le opere difensive consistevano in primitivi ma efficaci muraglioni che cingevano le cime o le località prescelte, anche a livelli diversi e con terrazzi intermedi. Le cinte murarie venivano approntate adattando le rocce sporgenti sul posto e con l’impiego di muri a secco, probabilmente completate con palizzate in legno.
Indubbiamente la scoperta del castelliere sulla cima del Monte Passignano riveste un'importanza notevole dal punto di vista storico e archeologico, in quando queste peculiari costruzioni erano completamente sconosciute nel basso Lazio. Va detto che in Italia la presenza più numerosa di questi villaggi fortificati si registra particolarmente nella Venezia Giulia, in Liguria, nell'Appennino Tosco Emiliano, in Umbria e nella Marsica.

 

TEMPO DI PERCORRENZA

 

Dalla strada asfaltata, un'ora e venti minuti.
Se si percorre la pista carrabile con fuori strada, e, poi, a piedi, il sentiero, in venti minuti si raggiunge la cima e quindi il castelliere.

 

FLORA

La pista carrabile si sviluppa tra terreni coltivati ad ulivi e piante da frutto (fichi, mandorli, ciliegi e peri). Il sentiero pedonale in montagna spoglia, disseminata di stramma e di qualche raro cespuglio di mirtillo.

FAUNA

 

Lepre e transito di tordi in autunno avanzato.

 

 

 

NOTE

 

(1) Con il nome di Villanoviano si vuole indicare quel periodo alle soglie della storia compreso tra l'età del bronzo e del ferro, caratterizzato dalla nascita dell'ononima civiltà pastorale e contadina propria del bolognese e dell'Italia centrale tirrenica.



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