Conoscere Lenola
Personaggi Illustri
Don Giulio Domenichini
Don Giulio Domenichini nacque a Lenola il 16/02/1912 da Paolo e Natalina Grossi, terzo di sette figli.
Il 31 ottobre 1948 fu ordinato sacerdote nella Cattedrale di Gaeta dall'Arcivescovo Mons. Dionisio Casaroli. Don Giulio diventava sacerdote "secondo l'ordine di Melchisedec".
Nel novembre 1948 diventò segretario del Vescovo di Camerino, Mons. D'Avack.
Dal giugno del 1950 all'ottobre del 1953 fu vice parroco della Parrocchia di S. Giovanni Battista in San Paolo del Brasile dove realizzò un'opera dedicata all’accoglienza dei bambini abbandonati.
Dal novembre del 1953 al settembre 1969 fu parroco a Spigno Saturnia e canonico della Cattedrale di Gaeta.
La giurisdizione della Parrocchia comprendeva gran parte del territorio abitato del Comune di Spigno Saturnia, con una popolazione di circa 1500 abitanti.
Durante i 16 anni della sua permanenza a Spigno Saturnia, Don Giulio seppe avvicinare a sè i giovani, con i quali instaurò un rapporto basato in particolare sul reciproco rispetto.
Don Giulio affrontava con essi non solo i problemi religiosi, ma anche i tanti problemi di ciascuno e delle proprie famiglie, dando preziosi consigli sul comportamento da tenere nella società civile.
Indirizzò molti di loro verso gli studi superiori, dopo aver assolto la scuola dell'obbligo, tenendo presenti le tendenze di ognuno e le loro predisposizioni nel mondo del lavoro e della scuola. Se molti Spignesi hanno occupato e occupano posti di responsabilità nella società, molti meriti sono anche del compianto Don Giulio Domenichini.
Mantenne sempre ottimi rapporti con i rappresentanti delle istituzioni locali, stimolandoli ad essere disponibili per la risoluzione dei piccoli e grandi problemi dei cittadini, specialmente dei più deboli e dei più bisognosi.
Non si può non ricordare l'impegno di Don Giulio per la costruzione di un moderno edificio, adibito da oltre 30 anni a sede della Scuola Materna Statale.
Nell’ottobre del 1969 lasciò Spigno perchè nominato Rettore del Santuario della Madonna del Colle in Lenola, incarico che rivestì fino al marzo 1999.
Notevole fu l’impegno di Don Giulio nei suoi 30 anni di rettorato per riportare la Madonna del Colle a “Patrona Primaria della Diocesi di Fondi”, come stabilito il 15 agosto 1627 da Papa Urbano VIII con apposito Decreto Pontificio.
Infatti, da un lato la soppressione della Diocesi di Fondi (1818), i cui vescovi avevano esaltato la forma di cultura, di arte e di fede della Vergine del Colle, e dall’altro le varie situazioni politiche e sociali succedutesi nel tempo (brigantaggio, vessazioni dei soldati francesi nel periodo napoleonico, legge n. 348 del 7 luglio 1871 con cui furono soppressi gli Enti morali e confiscati tutti i loro beni, seconda guerra mondiale) avevano in parte offuscato la fama del nostro Santuario.
Per raggiungere il suo obiettivo. Don Giulio capì che erano due le strade da percorrere:
1) intervenire sull’edificio del santuario stesso con lavori di ristrutturazione diventati ormai urgenti e sulle opere d’arte, di cui esso è ricco, con lavori di restauro per arrestarne il progressivo logorio;
2) spulciare i documenti dell’archivio del santuario, che si rivelerà poi un ricco patrimonio culturale, alla ricerca di notizie che arricchiscano la storia non solo del santuario ma anche di Lenola.
Subito dopo il suo insediamento dunque Don Giulio si mise all’opera. Ma mentre per il secondo punto era necessaria solo la sua vista e la sua volontà, per il primo servivano le necessarie autorizzazioni e – ahimè – ingenti somme di denaro. Lanciò quindi l’appello a tutti i cittadini lenolesi e ai nostri emigranti sparsi nelle varie parti del mondo (anche se in Nord America in modo più massiccio). Si rendeva conto però che il contributo di tutti, anche se generoso e a volte al di là delle possibilità, non era sufficiente per realizzare quanto era necessario. Con il Comitato dei Procuratori del Santuario, con cui egli ha fin dall’inizio instaurato un rapporto di amicizia sincera e di reciproca stima, si decise allora di indire un referendum popolare per vendere tutti gli ex-voto offerti alla Madonna e a San Rocco. La votazione, svoltasi il 16 novembre 1975 fu favorevole e la vendita fruttò oltre 11 milioni di lire. Buoni contributi Don Giulio riuscì ad ottenere anche dalle Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali.
Sarebbe impossibile elencare tutte le migliorie apportate durante il suo rettorato, ma è opportuno e doveroso, in omaggio alla sua memoria e alla generosità dei concittadini e dei nostri emigranti, citare le più importanti.
Nel 1970, dopo appena un anno dalla sua nomina, fu rifatta ex-novo la tettoia, ormai pericolante, eliminando cosi le infiltrazioni di acqua che avevano rovinato gli artistici affreschi della volta (dipinti nel 1901), che saranno restaurati nel 1977.
Nel 1971 fu eseguita l’elettrificazione del suono delle campane.
Nel 1976 fu restaurata la Statua della Madonna, vanto e gloria del popolo lenolese dal 15 settembre 1902, in occasione del III centenario della invenzione della sacra Effigie.
Nel 1977 la chiesa fu arricchita di 5 vetrate decorate.
Non dobbiamo poi dimenticare il contributo di Don Giulio nell’ospitare nel Santuario il Seminario Diocesano per la formazione spirituale, culturale e morale di giovani chiamati al sacerdozio. Riapriva così, dopo tanti anni, nel 1980, opportunamente ristrutturato, il seminario dell’ex diocesi di Fondi.
Nel 1984 fu rifatta ex-novo la scala del campanile.
Fu proprio nel 1983-84, Anno Santo straordinario della Redenzione, che il Santuario della Madonna del Colle fu meta di pellegrini e di religiosi, provenienti da ogni parte, cosa che da tempo si verificava.
Nel 1986 l’amministrazione comunale, colpita da questo avvenimento, decise di rifare la scalinata che da piazza Cavuor porta al santuario e il piazzale antistante il Santuario stesso. Don Giulio, dunque, sempre con a fianco i suoi validi collaboratori, cominciava a vedere i frutti del suo lavoro e da questi era spronato a continuare nel suo impegno.
Nel 1990 si sostituì il portone centrale, divenuto fatiscente, con un portale di bronzo costituito da 6 formelle rappresentanti vari momenti della vita di Maria.
Negli anni 90 furono eseguiti altri importantissimi lavori (restauro del campanile, ripulitura delle facciate del santuario, restauro di vari quadri) tra cui spicca senza dubbio la realizzazione in bronzo anche dell’altra porta del Santuario (1996).
Non meno zelante è stato il Don Giulio quale uomo di storia, come possiamo vedere nel suo libro “Storia e Cronistoria di Lenola e del suo Santuario” pubblicato nel 1998.
Ma tutto questo ancora non bastava a don Giulio. Non gli bastava aver fatto risorgere con le sue opere il Santuario del Colle; voleva lasciare una testimonianza concreta e sua, solo sua, del profondo amore che lo legava alla Madonna del Colle. Ed ecco allora che, con le musiche del Maestro Alberto Giuliani, compose il suo “Inno alla Madonna del Colle”.
Dal mese di aprile del 2000, ha collaborato alle attività pastorali della parrocchia di S. Pietro in Fondi, dove è morto in data 17 novembre 2000.
I funerali si sono svolti in Lenola il 19 novembre 2000 sotto lo sguardo della Madonna del Colle di cui è stato devotissimo custode.
