Conoscere Lenola
Personaggi Illustri
Francesco Antonio Notarianni
Nacque a Lenola il 16 febbraio 1759 da Pasquale e Lucrezia Alvarez di Gaeta. “La mia patria è Lenola, presso Fondi”, così egli stesso scriveva per mano della figlia, ad un suo pregiatissimo e ottimo amico.
Trasferitosi a Napoli, si laureò in Medicina e Chirurgia ed ebbe la fortuna di approfittare delle lezioni di sommi ingegni di cui Napoli teneva in quel tempo il primato: basti citare Cirillo e Cotugno. Dopo aver cominciato la carriera medica negli ospedali di Napoli, ritornò in patria nel 1785. Qui come nei paesi circostanti, si trovò di fronte a contadini che costretti dal bisogno o dall’amore per il denaro lavoravano nelle terre malsane e paludose dello Stato Pontificio ammalandosi di malaria. Innanzi a queste figure sparute, disfatte si fermò il suo cuore creando il suo primo capolavoro nel 1788: “Osservazioni pratiche sulle febbri di mutazione”. A questa pubblicazione, che ebbe riconoscimenti anche da valenti medici svizzeri, seguirono moltissime altre. La sua "Novella nomenclatura chimica" venne inserita nel IX volume dello “Annale di chimica e storia naturale” che l’insigne professor Luigi Brugnatelli pubblicava a Pavia.
In virtù delle sue opere sulla Medicina fu inscritto nell’Accademia Medico-Chirurgica di Napoli.
Scrisse molto anche di Botanica e i suoi lavori furono pubblicati nel Giornale Enciclopedico di Napoli. Classificò moltissime e rare piante medicinali e ne scoprì altre egli stesso alle quali diede il suo nome. Tra queste citiamo il “Sedum Notarianni” per il quale fu iscritto come socio del Real Orto botanico di Napoli.
Si occupò anche di Zoologia. "La mosca dell'ulivo" fu un vero successo. L’insigne professor Vincenzo Petagna così gli scrisse da Napoli: “Dovete essere contento che Bugnatelli abbia stampato la vostra memoria su la mosca dell'ulivo, perché quest'opera vi ha acquistato somma reputazione!”. Anche in questo campo fece molte scoperte tra cui va ricordata la ”Mylabris sex maculata”. Lo stesso Petagna lo definì “diligentissimo raccoglitore di insetti”.
Nei primi anni del 1800, abbandonò il paese natìo per trasferirsi a Roma dove pubblicò "I pensieri di un filosofo religioso".
Dette prova di profonda conoscenza della natura nelle "Ricerche etimologiche sul Garigliano, nome dato al corso inferiore del fiume Liri". Ma dove manifestò competenza superiore fu l'archeologia; il suo saggio su "Il vero sito della città di Lamo e di alcuni altri punti di topografia antica". Il lavoro che gli procacciò più grande ammirazione in questo settore, però, fu "Viaggio per l'Ausonia" pubblicato nel “Giornale enciclopedico di Napoli” nell'anno 1814.
Nel campo della geologia in questo stesso anno pubblicò “Considertazioni geologiche sui monti di Sessa e sugli Appennini precedute da un quadro generale fisico-topografico della provincia di Terra di Lavoro e particolare distretto di Gaeta”.
Le sue opere sono tantissime altre, molte di cui inedite. Tra queste vale la pena di citare “L’istoria Civile, la Ecclesiastica e la baronale della città di Fondi”, che non è stato possibile recuperare.
Non vi è quindi ramo delle scienze fisiche e naturali che il Notarianni non abbia trattato. Giusto fu allora il riconoscimento che gli fu tributato con l’iscrizione alla Reale Accademia delle Scienze di Francia.
Munito dei conforti di quella religione che fu sempre il suo viatico, si spense sereno all’età di 83 anni il 2 gennaio 1843, benché la cecità lo avesse ormai privato di quelle attività letterarie che erano state lo scopo della sua vità.