Conoscere Lenola
Personaggi Illustri
Monsignor Francesco Paolo Valente
Francesco Paolo Valente nacque a Itri l'8 luglio 1885, fu ordinato sacerdote il 21 dicembre 1907 e fu parroco a Lenola dal 14 luglio 1909 al 14 maggio 1947.
Aveva frequentato gli studi umanistici presso il Seminario Vescovile di Veroli, sorprendendo gli insegnanti per le sue capacità intellettuali. Durante gli anni di studio (dal 1889 al 1903) venne sempre promosso con lode.
Per la sua spiccata intelligenza, l'Arcivescovo di Gaeta Mons. Contieri volle che il giovane seminarista continuasse gli studi presso l'Istituto Cattolico di Sant'Apollinare in Roma dove, fra le eminenti personalità del clero, aveva studiato anche Eugenio Pacelli che nel 1939 diventerà Pontefice col nome di Pio XII.
Studiò anche presso il Pontificio Seminario Romano e nell'Istituto Biblico di Roma, dove si laureò in Diritto Canonico e Civile, in Sacra Scrittura e in Lingua Aramaica, sempre con lode.
Notevole era la sua capacità di apprendimento che, prima ancora di essere ordinato sacerdote, insegnò nel Seminario Arcivescovile di Gaeta.
Dall'Arcivescovo Mons.Niola, nel 1908 fu inviato a Lenola come coadiutore dell'Arciprete Parroco don Francesco Saverio De Luca, con diritto di successione.
Alla morte di questi, quindi, il 14 luglio 1909 divenne Parroco di Lenola e, in 38 anni di vita pastorale, esercitò il suo ministero mettendo a servizio la sua vasta e profonda cultura, il suo zelo operativo, la sua carità verso i poveri per lo sviluppo spirituale, morale e sociale delle anime affidategli.
Per la sua non comune eloquenza fu oratore richiestissimo in diocesi e fuori; fu canonico onorario della Cattedrale di Gaeta e Cappellano d'Onore di Sua Santità.
A Lenola fondò la scuola di formazione religiosa per adulti, unica nella Diocesi. La volle con estrema fermezza, perché affermava: "La Chiesa teme solo l'ignoranza".
Nel 1920 formò spiritualmente e culturalmente le prime donne laiche per l'insegnamento del catechismo, e tutta la sua vita fu improntata dalla necessità di formare le coscienze e di consacrare le anime.
Ancora oggi molti ricordano le sue lezioni domenicali di Catechesi, di Sacra Scrittura, di Patristica.
Mons.Valente fu il primo parroco a volere che i laici si munissero del Messalino festivo, per vivere e seguire la liturgia della Santa Messa.
Fu profondo esegeta e tra la sua produzione letteraria spiccano, per la profondità di pensiero e per la chiarezza con cui tratta gli argomenti:
- Gli Evangeli e la Critica Neo-testamentaria;
- L'insegnamento del catechismo nella missione educatrice della Chiesa;
- San Girolamo e l'enciclica Spiritus Paraclitus di papa Benedetto XV.
Per quest'ultima opera ebbe il plauso e la stima di Papa Benedetto XV, di numerosi cardinali, di tanti vescovi, di moltissimi studiosi biblici e dello stesso Istituto Biblico di Roma, il cui direttore lo volle suo cooperatore nella rivista "Studi Biblici", con la quale collaborò sino alla morte.
Nel 1918 il Segretario di Stato Pietro Gasparri, insigne teologo, giurista ed esegeta, gli propose la nomina a Nunzio Apostolico in Spagna, ma Mons.Valente rifiutò.
Fu strenuo sostenitore della Chiesa e con gli scritti e la parola difese i suoi diritti e quelli del lavoratore, che scaturivano dalla Rerum Novarum.
Dall'Opera Pontificia di S.Girolamo ebbe l'incarico, che accettò con gioia, di scrivere gli evangeli domenicali, che si distribuivano in tutte le Chiese d'Italia.
In Diocesi, per la sua cultura, fu revisore dei concorsi a parroco e, per la sua onestà, fu revisore dei beni amministrativi della diocesi.
Fu estensore giuridico dei Canoni del sinodo diocesano, fu organizzatore ed animatore teologico del congresso eucaristico diocesano e di quello foraneo di Fondi.
Nel 1921 fece costruire a proprie spese la casa canonica, che fu benedetta dall'Arcivescovo di Gaeta Mons. Pasquale Berardi.
Animò la parrocchia con opere sociali, costituì l'Azione Cattolica, che difese strenuamente durante i moti del 1931.
Celebre è rimasto il suo intervento in Chiesa, tanto coraggioso da rasentare la temerarietà, durante una cerimonia patriottica ed alla presenza di personalità del P.N.F., contro un fascistello locale che aveva osato chiamare "ruota di bicicletta" il simbolo che distingueva gli iscritti all'A.C.
Fu redattore e direttore del Bollettino parrocchiale, che faceva distribuire gratis a tutte le famiglie e che era richiesto anche da paesi vicini per il suo ricco contenuto culturale, religioso e sociale.
Nel 1936 organizzò, animò e sostenne a sue spese il Primo Congresso Parrocchiale, che durò una settimana e al quale parteciparono come oratori vari vescovi e note personalità laiche.
Mons. Valente fu pastore semplice ed umile. Questa sua virtù, oltre che nel rifiuto della prestigiosa carica di Nunzio Apostolico in Spagna, si manifestò anche quando, nel luglio del 1934, in occasione del 25° anniversario del suo ministero di Parroco, nonostante le esortazioni affettuose di molti parrocchiani a celebrarlo con gran solennità, egli preferì essere in raccoglimento spirituale in un triduo con il suo gregge, ascoltando la parola del gesuita Padre Depoletti, Provinciale della Curia romana e suo amico di studi.
La sua più toccante manifestazione d'amore per i suoi parrocchiani avvenne nei giorni che seguirono il bombardamento del 23 gennaio 1944. Tutti gli abitanti avevano lasciato il centro abitato e Mons. Valente si era ritirato nella zona di Ambrifi, dove nella vecchia Chiesetta celebrava la Santa Messa.
Era questa l'occasione quotidiana per incoraggiare chi aveva perduto i propri cari e per dare speranza nel futuro.
Ogni notte, da solo, si recava a Lenola e, incurante del pericolo che incombeva a causa dei muri cadenti, camminava sulle macerie delle zone bombardate, nella speranza di sentire qualche flebile voce di persona ancor viva sotto le macerie.
Non si sa quando dormisse, perché anche di giorno lo si vedeva aggirare tra le macerie per aiutare i volontari che estraevano corpi esanimi, che egli piangendo benediceva.
Nel marzo 1947 il gesuita Padre De Rosa, redattore de "La Civiltà Cattolica", gli chiese un articolo sulla "Nuova versione dei Salmi" voluta da papa Pio XII. Ma egli, già tormentato dal male che lo avrebbe condotto alla morte, declinò l'invito.
Mons. Valente era nato da famiglia agiata, ma visse da povero, amò i poveri e povero morì presso l'ospedale San Carlo di Roma il 14 maggio 1947.
Le sue spoglie mortali nel 1999 sono state traslate dal cimitero di Lenola nella Chiesa Parrocchiale dove una lapide, dono dell'Amministrazione comunale, lo ricorda a tutti i lenolesi.