Storia
Origini della città
Anticamente chiamata Ynola, Ynula, Enola, come risulta da moltissime pergamene dell'archivio di Montecassino, l'origine della città è abbastanza incerta. Alcuni storici attribuiscono la fondazione della città agli Enotri, navigatori giunti nel XV secolo a.C. dall'Oriente sulle nostre coste da dove si spinsero sui monti vicini e vi costruirono piccole città alle quali diedero il nome dei loro antenati.
Così i nomi di "Ino", "Api" ed "Isi" (o "Ifi") furono legati ad "Inola" (diventata poi Enula e, infine, Lenola), "Apiola" e "Ambrisi" (o "Ambrifi"). Sembra che da Enula abbia preso il nome l"Enula Campana", ossia l"Inula Helenim" dei botanici, una piantina con un fiore di colore giallo-arancio che cresce sulle balze e sui sentieri dei boschi e che è divenuto, da tempo immemorabile, lo stemma di questo comune.
Sulle rovine di Apiola, di cui fanno menzione Plinio e Livio, distrutta in epoca imprecisata, si vuole che sia sorta Campodimele A testimonianza delle origini orientali di Inola vi sono anche numerosi luoghi il cui nome è senza dubbio orientale. Basti ricordare "Chiavino", ( nome del nostro monte più alto, che deriva dalla voce "chain", viva; una delle sue adiacenze si chiama "La Maina", dalla voce "Main", acqua. Queste due parole dettero il nome ad "Acquaviva". Sorto nelle vicinanze di Lenola, Acquaviva fu uno dei paesi più antichi dell'Ausonia. Situato lungo l'antica mulattiera che da Fondi conduceva a Vallecorsa, scomparve alla fine del XVI secolo, distrutto da un'orribile carestia o dalle scorrerie dei briganti guidati dall'abruzzese Marco Sciarra. Tuttora ne possiamo ammirare i resti. Sopraffatti da coloni greci e da tribù osche, scese dall'Appennino, gli Enotri scomparvero verso il V secolo a. C. Secondo altri storici, invece, Inola fu fondata da profughi di Amiclae, antica città fondata dai Laconi sulle rive del lago di Fondi, tra Terracina e Gaeta e distrutta forse dagli Osci. Questi Amiclani avrebbero costruito in contrada "Valle Cimara" un tempio dedicato ad Apollo sui cui resti sorse la chiesetta della "Madonna del Latte". Stando alle ultime ricerche, sembra che Lenola fu fondata dagli Opici, antica popolazione della regione campana che, fusisi successivamente con i Sanniti, presero in epoche successive il nome di Osci, Ausoni e Aurunci. Lo stesso Virgilio dice nell'Eneide che gli antichi Ausoni, primi abitatori dell'Italia, costruirono "Urbes parvas et crebras in montibus" (Piccole e popolate città sui monti), per cui quando, nel XV secolo a.C., gli Enotri o gli Amiclani sbarcarono sulla costa tirrenica, gli Opici già abitavano nell'Italia centro-meridionale. Sulle colline e sui monti gli Opici costruirono dei "Kon", ossia delle capanne prive di fondazioni e costruite con pietre, legno e strame. Dette anche "pagliai", si elevavano su basi alte circa 1.50 metri costituite da un muro a secco di pietra e sopra vi veniva elevata la cupola con tronchi di legno ricoperti di strame. Lunica apertura era l'ingresso, alto quanto il muro a secco.
I pagliai, di forma circolare, rettangolare, ellittica, quadrata, ecc., si possono ammirare tuttora nel nostro territorio.
Il ritrovamento nel nostro territorio di reperti archeologici risalenti al VI secolo a.C. (la "Maschera del Sole" e delle statuine di ex voto) potrebbe avvalorare questa ipotesi.
Alcuni studiosi hanno scoperto recentemente la presenza di tracce di una civiltà antichissima sulle colline degli Ausoni-Aurunci. Infatti sulla cima del monte Passignano, nel comune di Lenola, sono stati rinvenuti i resti di un "Castelliere".
I "Castellieri" erano insediamenti fortificati su alture, databili intorno al XII-X secolo avanti Cristo. Ebbero il loro sviluppo dall'età del bronzo all'età del ferro, per poi scomparire quasi totalmente con la conquista e la dominazione romana. Costruiti come poderose fortificazioni, erano posti in punti strategici: a guardia di valli, di cime montagnose, di passi e di percorsi naturali obbligati. Sorsero per la necessità di poter disporre di luoghi sicuri e facilmente difendibili, dove concentrare uomini, cose e animali in caso di attacco, scorrerie di gruppi di predoni o di popolazioni nemiche. Ciò ha fatto prospettare l'ipotesi che Lenola si sia ampliata proprio sulla base di un castelliere