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Storia

Epoca romana

Più numerose e sicuramente più attendibili sono le notizie relative al periodo romano.
Nella sua cronologia Bartolo, magistrato romano in Inola al quale la popolazione era molto legata tanto da dedicargli una strada al centro storico, affermava che quando “Roma era nelle fasce” Inola aveva il suo Magistrato sotto la dipendenza del Senato di Fondi, che aveva un governo proprio. Ciò è dimostrato dal fatto che spesso nelle epigrafi tuttora esistenti ricorre la dizione “S.C.F”. (Senatus Consulusque Fundanus).
Prima che Roma estendesse il dominio nel Lazio, era Magistrato di Inola Alfio Sabio. Sicuramente questi diede molto alla città tanto che sulle sue spoglie mortali fu costruito un mausoleo che si è potuto ammirare sin verso la fine del 1800 in quella contrada che oggi è chiamata “Vallefusica”. Qui è stata rinvenuta una iscrizione dedicata al magistrato e conservata attualmente presso il palazzo comunale.
In questo periodo Lenola ebbe uomini illustri che raggiunsero i vertici del potere nel governo di Fondi. Ci sono stati tramandati i nomi di Alessio, governatore, Arcasio, senatore, e Valerio, questore e tribuno della plebe.
Fondi, e quindi anche Lenola, che i Romani chiamavano “Oppidum Ini”, finì sotto il dominio di Roma quando questa, assoggettati i Latini, i Volsci, gli Equi e gli Etruschi, estese il suo dominio nel Lazio (492-395 a.C.).
Fu assegnata dal senato romano alla tribù Emilia sotto la reggenza del magistrato Caio Curtonio, come si può leggere in una iscrizione scolpita su una pietra trovata sulla parte alta della città.

 

Caio Curtonio

 

 

Dal nome Curtonio è probabilmente derivato quello di “Curtoniano” dato ad una contrada non lontana da Lenola (l’odierna Cortignano sulla strada statale 637 Lenola-Fondi), dove furono ritrovati vari reperti archeologici.
Questi, d’altronde, sono stati rinvenuti un po’ ovunque nel territorio lenolese. Per maggiori informazioni sull’argomento, si rimanda alla parte dedicata all’aecheologia.
Dell’epoca romana abbiamo anche un ricordo militare che si riferisce ad uno dei periodi più gloriosi dell’impero: allorché Annibale marciava per la via Appia verso Roma, nel salto di Fondi trovò Minucio con le sue truppe a barrargli il passaggio (intorno al 217 A.C.). Il Cartaginese, allora, prese la via dei monti, la “Consolare” che univa la via “Appia” alla via “Latina”, per immettersi in quest’ultima e raggiungere Roma. Giunto però presso la nostra cittadina, ebbe uno scontro con le truppe romane in quella località che ancor oggi si chiama “Valle di Annibale” (in dialetto locale “Vanniballe”), dove sono stati ritrovati resti di armature.
Da questo momento non abbiamo più notizie di Lenola fino agli albori del Cristianesimo che giunse nel nostro paese nel 47 d.C. e vi si diffuse rapidamente subendo le persecuzioni degli imperatori romani. La più feroce fu sicuramente quella di Decio che fece numerose vittime, tra cui tali Onorio e Livio dai quali sarebbe poi iniziata quella meravigliosa storia della Madonna del Colle.
Secondo vari storici nel 327 Lenola, insieme a Fondi, di cui ha sempre seguito le sorti, passò sotto il dominio della Chiesa allorché Costantino, convertitosi al cristianesimo, con apposito atto (“Constitutum o Donatio Constantini”), donò alla Chiesa Cattolica Roma e le terre adiacenti, fino alle porte di Napoli. L'autenticità del documento, incontestata durante il Medioevo, nel corso del quale esso venne ripetutamente portato a sostegno delle pretese del potere temporale della Chiesa, fu impugnata nel secolo XV quando che ne fu stabilito definitivamente il carattere apocrifo (cioè non appartenente all'autore o all'epoca cui è attribuito). Infatti l’origine del potere temporale della Chiesa non iniziò con Costantino, ma molto più tardi, nel 756, quando Pipino il Breve sconfisse i Longobardi e donò le terre da questi precedentemente occupate al papa Stefano II.
Con l’apparizione dei Visigoti (o Goti occidentali) ai confini dell’Impero (375) ha inizio il periodo delle invasioni barbariche.
Nel 410 fu saccheggiata, con Fondi, Terracina e altri centri della Campania dai Visigoti di Alarico e nel 455 dai Vandali di Genserico.
Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, nel 476 d.C., Lenola e le zone limitrofe, come tutte le città d’Italia, decadde dal suo antico splendore.

 

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